Federazione Italiana Lavoratori Organi Costituzionali
 

 "il periodico di informazione & cultura sindacale"

NUMERI PRECEDENTI

 

su questo numero

Anno
V
Gen/Feb
 2002
Num.
 16
Svolto il VII° Congresso della Federazione UIL Organi Costituzionali
Le Tesi Congressuali del VII Congresso Nazionale della UIL
Riforma della Pubblica amministrazione. L’esperienza americana
Flash dagli Organi costituzionali
CULTURA - Cinema: "L'uomo che non c'era"

“Organi Costituzionali”

PERIODICO DI INFORMAZIONE & CULTURA SINDACALE

     

CULTURA: da leggere, da vedere, da ascoltare

Cinema:

  

 “L’UOMO CHE NON C’ERA” (Regia: F.lli Cohen)

 

I fratelli Cohen colpiscono nel segno mettendo in scena una storia noir, in bianco e nero (direttore della fotografia un grande Deakens), ambientata a Santa Rosa, una cittadina di provincia nel nord della California. E’ il 1949. Un uomo abitudinario, silenzioso, osservatore attento della realtà che lo circonda, meticoloso nello svolgimento della sua professione di barbiere, Ed Crane, vive la sua vita come rassegnato ad un destino piuttosto tranquillo e noioso, sposato dopo poche settimane di conoscenza con una donna bella vitale e piena di sensualità, ma sofferente nel profondo dell’essere perché beve e anche molto.

Tutti i personaggi sono perfetti nelle loro fisionomie di piccoli provinciali con i loro difetti e le loro illusioni, il proprietario dello spaccio cittadino, Big Dave, che ha una moglie ossessionata e piena di fobie, e che nella sua vitalità ha una relazione extraconiugale proprio con la moglie del barbiere Ed Crane, e che lavora anch’essa presso lo spaccio. Il cognato di Ed Crane, un ometto grasso e chiacchierone che nel suo modo spesso infantile di affrontare la vita, ancora scapolo, risulta alla fine del film essere l’unico essere umano eticamente sano che si presta senza tentennamenti a ipotecare il negozio pur di pagare il miglior avvocato per difendere la sorella, moglie di Ed Crane il barbiere, finita in carcere e che rischia la sedia elettrica per un crimine che non ha commesso.

Ed Crane sin dall’inizio del film si mostra come un uomo attento, spettatore altamente ironico delle cose e delle persone, un po’ noioso, assolutamente poco comunicativo, dimesso nelle sue aspettative, sempre le stesse azioni tutto il giorno nella sua bottega e a casa con la moglie. All’improvviso quest’uomo placido ci appare moralmente cinico e spregiudicato. Per vendicarsi del tradimento della moglie con Big Dave con cui condividono spesso serate tranquille a casa dello stesso Crane, intesse un piano di ricatto ai danni di Big Dave di 10.000 dollari per coltivare un illusione: un uomo col parrucchino che un giorno è entrato nella sua bottega per farsi tagliare i capelli sotto la parrucca lo ha messo al corrente di un progetto commerciale straordinario, quello di aprire, trovando un finanziatore generoso, una catena di lavanderie a secco. Da qui Ed Crane mette a nudo l’altro volto di sé: la vita che potrebbe cambiare completamente, la vendetta nei confronti di Big Dave, a causa della sofferenza che gli provoca il tradimento della moglie che lo fa star male “un po”, come dice lui a se stesso, senza riuscire a essere sincero fino in fondo e a guardare in faccia il proprio dolore.

Così un piano incredibilmente dettagliato e perfetto che però incastra proprio la donna che ama e a cui non sa dichiarare il suo amore. Ed Crane in una colluttazione uccide l’amante della moglie ma di questo omicidio verrà accusata proprio lei.

Nel film non si salva nessuno dalla condanna morale: neppure la ragazzina pianista che, assolutamente paradossalmente, all’improvviso, mostra un volto esageratamente spregiudicato e imprevisto. La moglie si suicida in carcere ed Ed Crane morirà sulla sedia elettrica per un altro crimine da lui non commesso. E’ il paradosso del destino di Crane. L’attore Thorton è perfetto nell’esprimere il distacco di un uomo che fatica ad essere protagonista della propria vita. E’ un uomo che guarda se stesso morire e sembra non essere lì in quel momento.